Una bella domenica in visita a casa dei miei genitori per qualche vacanza pasquale o natalizia. Mi sveglio e vado nella grande cucina al piano terra. Ci sono mia madre e mia nipote, di circa sette anni, che preparano un dolce, un ciambellone della tradizione di casa. Che piacere e che relax guardarle maneggiare farina, uova, burro, zucchero e altro. E cogliere la loro intesa !
Improvvisamente devono scappare. Non so più per quale motivo. Ma mi chiedono un favore “Unisci lo zucchero con le uova. Le uova sono già separate e lo zucchero è già pesato. Grazie. Ciao, ciao. Torniamo presto. Mi raccomando. Sbattile bene.” “Ma sì tranquille.”
Che ci vuole ! Faccio molto volentieri questo servizio. Prendo gli ingredienti e la frusta.
Ma … lo zucchero lo devo unire all’albume o al tuorlo ? Dubbio terribile ! Ho il 50% di possibilità di prenderci e 50% di sbagliare. Provo a urlare la domanda su per le scale, ma le due ragazze, nonna e nipote, sono irragiungibili. Rimango solo con questo dilemma amletico.
Rifletto a lungo, cerco di richiamare alla mente immagini di passate preparazioni di dolci a cui ho assistito e prendo la mia decisione: albume.
Sbatto felicemente zucchero e albume manovrando con entusiasmo la frusta. Arrivano finalmente le due ragazze che mi guardano incredule. “Ma no ! che hai fatto. Dovevi unirlo ai tuorli. ” “Eh sì zio ! i tuorli” Pure lei, così piccola, già sapeva. Non è possibile !